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[.:Cenni storici:.] |
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Presso i greci
e i romani, la Sibilla era la profetessa invasata da
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Apollo che
faceva da tramite tra dio e l'uomo; le più famose erano
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quella Cumana
in Italia e la Delfica in Grecia.
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Sibilla deriva
da Zeòs boulè, “Volontà di Dio”.
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La
sacerdotessa cumana è certo una delle figure più affascinanti e
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di lunga
durata dell'antichità.
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Le Sibille
sono carte figurate in base agli eventi affettivi e ai singoli
accadimenti della vita quotidiana.
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Non sono altro
che la trasposizione illustrata delle carte francesi da ramino e la
loro nascita è relativamente recente (XIX°-XX° sec.).
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Il loro uso si
diffuse nei ritrovi quotidiani delle dame francesi dell’’800; per
questo le Sibille sono dette anche le carte “pettegole”.
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Ancor oggi
vengono impiegate soprattutto per i responsi d’amore.
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Il mazzo è
composto tradizionalmente da 52 carte divise in 4 semi
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ad ogni seme
appartengono 13 carte, le prime 10 numerate, le altre 3 figurate: il
fante, la
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regina, il re.
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("L'oracolo della vera Sibilla" di Madame Sheyla, Hermes edizioni,
1999)
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